Brutte notizie dal Clean Air Forum: siamo il paese più inquinato d’Europa

11 dicembre 2017

Riunione al vertice per cercare una risposta efficace all’inquinamento che provoca 80.000 morti premature l’anno, solo in Italia

La conferma è arrivata dall’Agenzia Europea dell’Ambiente: l’Italia è il Paese europeo in cui l’inquinamento fa più vittime, causate secondo dati e attestazioni contenute nel report Air Quality in Europe 2017 soprattutto da PM2.5 e PM10, ossia polveri sottili che ad altre concentrazioni causano infiammazioni delle vie aeree provocando tosse, bronchiti, oppressione toracica e difficoltà di respirazione. A queste si aggiungono anche l’NO2, il biossido di azoto, un gas prodotto dalla reazione di azoto e ossigeno durante i processi di combustione e infine l’O3, un tipico inquinante secondario che si forma nella bassa atmosfera a seguito di reazioni fotochimiche che interessano inquinanti precursori, prodotti per lo più dai processi antropici. Gli effetti provocati dall’ozono vanno dall’irritazione alla gola e alle vie respiratorie, al bruciore degli occhi mentre a concentrazioni più elevate può comportare anche alterazioni delle funzioni respiratorie l’aumento nella frequenza di attacchi asmatici, soprattutto in soggetti sensibili. L’ozono è responsabile anche di danni all’ambiente, alla vegetazione e ai raccolti in particolare. Tutte queste sostanze, secondo le stime contenute nel report sulla qualità dell’aria, avrebbero generato oltre 79.800 morti premature in Italia nel 2014 (ultimo dato rilevato) e in tutta Europa più di 442.400. L’Italia detiene quindi un triste primato in tema di inquinamento e mortalità, seguito da Germania, Regno Unito e Francia.

A fronte di questi dati e dei cambiamenti climatici che peggiorano anch’essi la qualità dell’aria, al ‘Clean Air Forum’ di Parigi, tenutosi lo scorso novembre, la Commissione Europea, ha riunito esperti di settore che hanno discusso di:

  1. Inquinamento atmosferico e rifiuti, cui si associano con un tasso percentuale del 43% le maggiori preoccupazioni ambientali da parte degli italiani, seguiti a breve distanza – con il 40% – dai cambiamenti climatici.
  2. Applicazione integrale, entro il 2030, delle nuove norme UE riguardanti l’aria pulita. Il che significherebbe poter evitare presumibilmente 000 morti premature, con una riduzione della spesa sanitaria diretta di oltre il 40%.

Inoltre è stata anche presentata la piattaforma web dell’Air Quality Index che consentirà agli utenti di verificare in tempo reale la qualità dell’aria della località in cui vivono.

 

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