Il sistema degli incentivi agli investimenti tecnologici parte con l’anno nuovo registrando una correzione profonda dei numeri sull’ammortamento maggiorato destinato alle imprese italiane. La legge di bilancio introduce un regime che ridetermina le percentuali di deduzione per l’acquisto di beni strumentali nuovi: la maggiorazione del costo è fissata al 180 per cento per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, al 100 per cento per la quota oltre 2,5 e fino a 10 milioni e al 50 per cento per la fascia oltre 10 e fino a 20 milioni di euro. Il calendario di applicazione copre il periodo dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con la condizione che i beni siano interconnessi ai sistemi digitali di gestione della produzione o alle reti di fornitura.
Sul fronte del credito d’imposta per i medesimi beni tecnologici il provvedimento stabilisce un tetto di spesa di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028. Per i contratti di locazione finanziaria la base di calcolo è ancorata al costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei macchinari, mentre in caso di cessione a terzi entro il 31 dicembre del quinto anno successivo è previsto il riversamento del maggior credito eventualmente già utilizzato, senza sanzioni e interessi.
Le percentuali ridisegnate interessano in modo trasversale l’industria delle materie plastiche e il comparto del packaging destinato anche all’alimentare. L’ammontare degli incentivi, ancorato alle tre soglie tra 2,5, 10 e 20 milioni di euro, definisce ora il perimetro numerico entro cui le imprese, dai produttori di macchinari per la trasformazione della plastica fino alla fine della catena, potranno programmare gli investimenti tecnologici per il triennio 2026-2028.
