Home FIERE “La circolarità della plastica è una realtà inarrestabile, già oggi in pieno svolgimento.”

“La circolarità della plastica è una realtà inarrestabile, già oggi in pieno svolgimento.”

Bernd Roegele, presidente del comitato organizzatore di Equiplast 2026

di redazione2
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Il settore della plastica sta attraversando una profonda trasformazione, spinta dalla pressione normativa, dall’impegno verso un’economia circolare e dalla digitalizzazione dei processi. In questo contesto, Bernd Roegele, Presidente del Comitato Organizzatore di Equiplast 2026, analizza lo stato attuale di un’industria che si sta orientando verso modelli più sostenibili, collaborativi e tecnologicamente avanzati. Tutto questo sarà protagonista a Equiplast, la principale fiera del settore in Spagna, che si terrà dal 2 al 5 giugno presso il quartiere fieristico Gran Via di Fira de Barcelona.

Come descriverebbe l’attuale situazione dell’industria della plastica?

Stiamo vivendo un periodo di cambiamento. Le plastiche sono sotto una forte pressione normativa e sociale, ma rappresentano anche un campo aperto all’innovazione. La nostra industria comprende che il suo futuro dipende dalla progettazione di materiali e processi più sostenibili, dall’investimento nell’economia circolare e dalla capacità di comunicare il valore della plastica come materiale essenziale per la produzione di innumerevoli prodotti. Ciò che è interessante è che la transizione è già in atto: oggi vediamo soluzioni circolari che un decennio fa sembravano impossibili.

Quali progressi evidenzierebbe in termini di circolarità?

La crescente integrazione di plastiche riciclate in nuovi prodotti dimostra un reale impegno verso l’economia circolare, che è qui per restare. Parallelamente, sono state sviluppate tecnologie di riciclo meccanico e chimico che consentono di recuperare plastiche complesse con alta qualità, facilitandone il riutilizzo in applicazioni a valore aggiunto. A ciò si aggiunge un forte focus sull’eco-design — prodotti concepiti sin dall’inizio per essere facilmente riciclati e riutilizzati — e la promozione di materiali bio-based, biodegradabili o compostabili, che riducono la dipendenza da materie prime fossili e contribuiscono ad abbassare l’impronta di carbonio del settore.

Quali sfide strutturali deve affrontare oggi l’industria della plastica?

Le sfide sono importanti: l’innovazione tecnologica deve rimanere costante; è urgente attrarre giovani talenti qualificati; e la percezione sociale della plastica è ancora in gran parte negativa. A questo si aggiungono la gestione efficiente delle materie prime e l’adattamento a un quadro normativo sempre più esigente. Ma soprattutto, la sfida maggiore è la collaborazione: nessuna azienda può affrontare da sola la trasformazione verso la sostenibilità. Ecco perché fiere come Equiplast svolgono un ruolo chiave, offrendo uno spazio per connettersi, cooperare e mettere in pratica soluzioni concrete.

Che ruolo gioca la digitalizzazione in questa transizione verde?

È assolutamente cruciale. La digitalizzazione consente di controllare e automatizzare tutti i processi di produzione, trasformazione e riciclo delle plastiche, minimizzare il consumo energetico, migliorare la tracciabilità, ridurre gli errori e garantire qualità e corretto utilizzo dei materiali riciclati. Grazie a questi strumenti, gli stabilimenti possono essere più efficienti e produttivi — cioè produrre plastiche “su misura”, sostenibili e allineate alla domanda reale.

Pensa che la percezione sociale della plastica stia cambiando?

La plastica è stata ingiustamente demonizzata. E abbiamo molto lavoro da fare per cambiare questa percezione. Per anni il dibattito si è concentrato sui rifiuti, non sulle possibilità. Il nostro ruolo come industria deve essere quello di dimostrare con i fatti che la plastica non è il nemico, ma un materiale con un ciclo di vita che, se gestito correttamente, può generare grande valore. Come detto prima, la chiave è l’economia circolare: progettare prodotti riciclabili, promuovere il riuso e investire nelle tecnologie di riciclo meccanico e chimico. In Spagna i numeri del riciclo sono già significativi, a dimostrazione dell’impegno del settore. Equiplast sarà l’occasione per mostrare che la plastica fa parte della soluzione, non del problema.

Come si sta adattando l’industria spagnola della plastica alle nuove normative europee, in particolare riguardo alle plastiche riciclate e alle microplastiche?

L’industria è in una fase avanzata di adattamento e dispone della tecnologia necessaria per soddisfare normative sempre più rigorose. È un processo che si sta portando avanti in modo responsabile, anche se non tutte le aziende avanzano allo stesso ritmo e non tutte le filiere dispongono ancora di volumi sufficienti di materiale riciclato tracciabile. Per le plastiche riciclate, la sfida è scalare mantenendo qualità e tracciabilità; per le microplastiche, chiudere le lacune operative e di controllo lungo tutta la catena logistica per evitarne la dispersione. È un processo che richiede un grande sforzo, ma che posiziona molto bene l’industria spagnola della plastica per diventare più sostenibile.

Che ruolo svolge Equiplast in questo contesto di cambiamento?

Equiplast è il punto d’incontro in cui tutto questo ecosistema di innovazione prende vita. Nell’edizione 2026 vogliamo presentare un quadro completo della direzione in cui si sta muovendo l’industria della plastica: più circolare, più digitale e più interconnessa. Vogliamo che aziende e professionisti partecipanti non solo vedano tecnologie e materiali innovativi, ma anche modelli di collaborazione e autentici esempi di impegno verso la sostenibilità.

Cosa possiamo aspettarci dalla prossima edizione della fiera?

Equiplast è stata ulteriormente rafforzata: ospiterà oltre 400 aziende espositrici — un aumento del 12% rispetto al 2023 — e quasi un terzo proverrà dall’estero, rafforzandone il carattere internazionale. Inoltre, abbiamo ridisegnato gli spazi dedicati alle attività con un taglio pratico: tavole rotonde, vetrine di soluzioni sostenibili e conferenze tecniche — tutto mirato a stimolare innovazione reale e conoscenza applicata.

Come sta evolvendo l’iniziativa “Rethinking Plastics” per Equiplast 2026?

Sarà consolidata come uno spazio aperto alla conoscenza e al dibattito. Vogliamo mostrare, con fatti concreti, che la plastica può avere molte vite. Ci sarà una showroom di prodotti realizzati con plastiche sostenibili, dalla quale selezioneremo i vincitori dei premi “Rethinking Plastics”. E come novità introdurremo un programma di conferenze sulle migliori pratiche e sui progetti innovativi del settore, oltre ad altri temi rilevanti per i professionisti della filiera.

Guardando al futuro, come immagina l’industria della plastica nel prossimo decennio?

Sarà un’industria rigenerativa, in cui ogni scarto diventerà materia prima. L’innovazione rimarrà la forza trainante: materiali intelligenti, riciclo chimico e fisico e processi a impronta carbonica neutra. Ma ci sarà un altro fattore altrettanto importante: la collaborazione tra aziende, centri tecnologici e amministrazioni pubbliche. Il futuro della plastica dipende non solo dalla tecnologia, ma da una visione condivisa di sostenibilità tra tutti gli stakeholder.

Quale messaggio vorrebbe inviare ai professionisti del settore?

La plastica ha un futuro — e quel futuro sarà sostenibile, altrimenti non sarà. Abbiamo sia la responsabilità che l’opportunità di trasformarne il ruolo nell’industria e nella società. Equiplast vuole essere lo spazio in cui questa trasformazione diventa visibile, dove l’industria della plastica dimostra di poter essere un motore di soluzioni, non parte del problema.

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