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Sirmax partecipa al confronto europeo sul riciclo

Massimo Pavin relatore a Bruxelles al Parlamento Ue: “Va tutelata la manifattura”

di redazione2
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Massimo Pavin, presidente e amministratore delegato di Sirmax Group, è stato tra i protagonisti dell’evento “Sovranità Industriale Europea: Crisi e opportunità nel riciclo delle materie plastiche – Il caso italiano”. L’evento, che si è tenuto a Bruxellesè stato organizzato da Plastics Recyclers Europe (PRE), l’organizzazione che rappresenta a livello comunitario i riciclatori di plastica, e ASSORIMAP, l’Associazione Nazionale Riciclatori e Rigeneratori di Materie Plastiche. È stato ospitato e promosso dall’Onorevole Elena Donazzan, Vicepresidente della Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia (ITRE) del Parlamento Europeo.

L’appuntamento, che ha coinvolto deputati italiani al Parlamento Europeo, è stata un’importante occasione di confronto sulle criticità e sulle prospettive del settore del riciclo, oggi al centro di una fase complessa a livello europeo, tra pressione competitiva internazionale, aumento dei costi e necessità di rafforzare il mercato delle materie prime seconde. La presenza di Sirmax tra i relatori ha rappresentato un riconoscimento del ruolo dell’azienda nel panorama industriale europeo e della rilevanza della sua esperienza come caso concreto all’interno della filiera della plastica riciclata.

L’evento si è inserito nel più ampio percorso di definizione delle politiche europee per l’economia circolare, in vista del Circular Economy Act previsto alla fine del 2026, che rappresenterà un passaggio strategico per rafforzare l’autonomia industriale europea, stimolare la domanda di materie prime seconde e sostenere la transizione verso modelli produttivi più sostenibili.

Nel corso della tavola rotonda – che ha visto tra i partecipanti anche Paolo Glerean, consigliere delegato per i rapporti con l’UE di ASSORIMAP, membro del Consiglio di Plastics Recyclers Europe e Head of Sales and Marketing di Aliplast; Francesco Pastega, amministratore delegato di PreZero Italia; Erica Canaia, presidente e amministratrice delegata di FIMIC; Corrado Dentis, presidente e amministratore delegato di Dentis Recycling Italy –, Massimo Pavin ha portato il punto di vista da multinazionale attiva nel settore delle plastiche, partendo da un ragionamento più ampio che vede al centro la tutela della manifattura europea.

«L’Europa deve ripartire dall’industria manifatturiera – ha detto Pavin –. L’obiettivo di portare la manifattura al 20% del PIL dell’Unione Europea entro il 2035, pilastro centrale del recente Industrial Accelerator Act (IAA), è fondamentale. Le guerre in corso ci fanno capire che serve un’Europa unita e più autonoma, che è necessaria una maggiore attenzione alle politiche energetiche e industriali e che la nostra manifattura va difesa; non tanto con azioni di protezionismo, che porterebbero ad una rincorsa in termini di barriere reciproche, quanto con l’applicazione di regole che tutti devono rispettare».

«In questo senso – ha continuato il presidente di Sirmax –, parlando del settore della plastica, il Circular Economy Act può essere uno strumento prezioso nel momento in cui impone l’obbligatorietà dell’utilizzo di una precisa percentuale di plastica riciclata all’interno dei manufatti made in Europe, e l’obbligatorietà che questa percentuale provenga da materiali riciclati locali, non, ad esempio, asiatici. In questo momento storico stiamo importando moltissimo dall’Asia e questo indebolisce la nostra economia e mina la qualità dei manufatti, perché la plastica non raccolta, selezionata e riciclata all’interno dell’Europa risponde a protocolli diversi e non garantisce standard verificabili. Sono necessari controlli più ferrei in ingresso, per garantire condizioni di mercato eque in grado di tutelare la competitività dei produttori. Oppure produrre in Europa rispettando le regole europee».

«Il settore del riciclo – ha concluso Massimo Pavin – ha bisogno oggi di politiche chiare, coerenti e realmente applicabili, che sostengano gli investimenti e favoriscano la domanda di materiali riciclati. Solo attraverso un dialogo strutturato tra industria e istituzioni sarà possibile costruire una filiera davvero competitiva e sostenibile».

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