Ad agosto 2026 è entrato in vigore nell’Unione Europea il Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), regolamento che disciplina l’immissione sul mercato di specifici imballaggi di plastica monouso. Gli obiettivi del regolamento mirano a ridurre la crescita rapida dei rifiuti di imballaggio di plastica, aumentare il riciclaggio, e rendere gli involucri alimentari più sicuri per i consumatori, limitando sostanze come i PEAS, ovvero sostanze chimiche utilizzate che si decompongono lentamente e sono legate al cancro.
Nell’Unione Europea, ciascuna persona genera 178kg di rifiuti da imballaggio; di questi, 35kg sono di plastica, e solo il 42% viene riciclato. Senza la nuova legge, le stime sentenziano che i rifiuti di imballaggi cresceranno del 19% entro il 2030, soprattutto a causa della sempre maggiore popolarità dello shopping online.
Le nuove regole a livello europeo saranno introdotte gradualmente; i produttori devono introdurre etichette standardizzate che indicano i materiali utilizzati nei loro prodotti e i metodi per smaltirli entro il 2028.
Gli svantaggi per le piccole e medie imprese
Questo nuovo regolamento sta creando non poca confusione, soprattutto tra le piccole e medie imprese. Infatti, secondo il principio di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), chi produce o importa merci è responsabile dell’intero ciclo di vita dei prodotti, compresi gli imballaggi. Tuttavia, le regole attuate dal PPWR impongono alle piccole e medie imprese che vendono in Europa un carico schiacciante.
Infatti, ciascuna azienda deve registrarsi presso tutti i 27 Stati membri dell’Unione Europea e devono assumere un rappresentante autorizzato in ciascuno di questi paesi. Questo è un impiego di risorse finanziarie e temporali penalizzante per le imprese che già affrontano costi energetici e di lavoro elevati.
Per questa ragione, la Commissione Europea aveva proposto di sospendere l’obbligo di assumere rappresentanti locali fino al 2035. Tuttavia, la proposta è stata bloccata nel Consiglio dell’Unione Europea a causa dell’opposizione di paesi come Austria e Spagna, per il timore che rimuovere questi controlli locali possano favorire chi evade le tasse di riciclaggio o non segnala i dati sull’imballaggi; la legge, quindi, è entrata in vigore a tutti gli effetti.
A causa di questa legge, molti rivenditori europei più piccoli hanno preferito sospendere le spedizioni verso altri paesi europei così da evitare l’intricata burocrazia e multe salate.
Per rettificare la situazione, si è pensato di introdurre una soglia di esenzione per le piccole imprese e di eliminare l’obbligo di iscrizione a 27 registri diversi, creando un unico registro. Il 7 settembre, il Ministro dell’Ambiente tedesco ha proposto di alleggerire la pressione normativa sulle piccole imprese che producono meno di dieci tonnellate di rifiuti di imballaggio all’anno. Il Parlamento Europeo ha in programma di discutere della questione durante il mese di ottobre.
