Una voce in favore della plastica

1 luglio 2019

Difendere la plastica, di questi tempi, non è di moda. Ogni tanto, però, una voce si alza in difesa di questo materiale. Questa volta accade in Belgio dove la Professoressa Kim Ragaert del Centre for Polymer and Material Technologies dell’Università Ghent (Belgio) è intervenuta in un incontro con un discorso in favore della plastica. E lo fa usando dati scientifici in favore delle sue argomentazioni.

Ecco il video del suo intervento:

ODIARE LA PLASTICA … from P4P on Vimeo.

Kim Ragaert sottolinea come la plastica non sia l’unico materiale che non si degrada e che dato il suo grande valore non deve essere bandita, ma valorizzata e usata al meglio. Comincia poi a rispondere, cifre alla mano, alle principali obiezioni mosse alla plastica. Anzitutto quella sull’inutilità di molti packaging, soprattutto l’ambito alimentare. L’esperta sottolinea il grande utilizzo di risorse e l’emissione di anidride carbonica connessa alla produzione degli alimenti. Usare il packaging allunga la loro conservabilità, riduce lo spreco dei cibi e di tutte le risorse servite per produrli.
Passa poi al confronto con altri materiali considerati più ambientalmente sostenibili dal grande pubblico: il vetro e la carta. Per quanto riguarda il vetro, spiega come richieda molta più energia della plastica a livello produttivo. Il riutilizzo richiede massiccio uso di acqua e soluzioni di lavaggio; il riciclo un processo molto oneroso energeticamente. Il trasporto, a causa del maggiore peso del vetro, è molto meno vantaggioso. Per quanto riguarda la carta, il confronto è fatto sui sacchetti usa e getta. La quantità di materiale che serve a produrne uno in plastica (che comunque può essere riutilizzato) è talmente inferiore che un sacchetto di carta dovrebbe essere usato 4 volte perché il bilancio energetico e materiale torni.
Insomma, la Ragaert sostiene che se eliminassimo completamente la plastica andremmo incontro a consumi maggiori di materiali, acqua, energia e a più ingenti emissioni di anidride carbonica.
L’unica colpa della plastica, secondo la professoressa Ragaert, è quella di rendere visibile i rifiuti. Il resto è colpa di chi, invece
di raccoglierla e riciclarla adeguatamente, la abbandona.

Il suggerimento della professoressa è quindi di usare la plastica con consapevolezza, evitando quelle più difficili da riciclare (come i flaconi colorati per i detersivi) e gestendola correttamente dopo l’uso.
AIPE – Associazione Italiana Polistirene Espanso non può che sostenere questa visione.
Il polistirene è un alleato insostituibile per la conservazione di alimenti freschi altamente deperibili come il pesce, il gelato, la mozzarella… consentendone il trasporto anche a lunga distanza mantenendo la catena del freddo. Usarlo e smaltirlo correttamente è la via migliore per sfruttarne le grandi potenzialità, senza arrecare danno all’ambiente.

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