Home CHIMICA Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici: “Cultura, scienza, lavoro ed uguaglianza: un paradigma irrinunciabile in una società che permetta lo sviluppo dell’identità di ogni individuo”

Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici: “Cultura, scienza, lavoro ed uguaglianza: un paradigma irrinunciabile in una società che permetta lo sviluppo dell’identità di ogni individuo”

di Cecilia
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La Giornata Internazionale dei Diritti della Donna è stata istituita per ricordare l’importanza di perseguire da parte delle donne in tutti i contesti pari diritti sociali, economici e politici. Sono passati più di 100 anni da tale istituzione ma le attività da fare sono ancora molte, ed è proprio l’Unione Europea a ricordarlo inserendo tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 il punto 5 “Parità di genere” che ha come scopo quello di raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze, tramite parità di accesso all’istruzione, alle cure mediche, alle professioni, alla scienza, al lavoro, così come la rappresentanza nei processi decisionali, politici ed economici.

Questo obiettivo a cui tendere è sicuramente ancora più rilevante nel mondo scientifico e professionale, dove la difficoltà di declinare attività di studio, ricerca o lavoro con attività di cura della famiglia è evidente, se non anzi decisa nel caso della maternità. Vengono infatti a mancare – specie per chi svolge la libera professione – adeguate misure compensative in grado di garantire la continuità lavorativa. Nonostante gli ostacoli sempre maggiori in un contesto economico-sociale sempre più difficile, sempre più ragazze abbracciano l’amore per la scienza.

Ad oggi i professionisti iscritti alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici sono per il 42,21% donne, segno evidente di un’importante componente femminile nelle nostre professioni. Nell’area della Chimica il 33,67 % sono donne, mentre nell’area della Fisica le donne sono oggi solo l’ 8,54% e si auspica una loro crescita numerica anche in questa professione.

L’amore e la passione per la chimica e per la fisica accomunano tutti, colleghi e colleghe, perché si è chimici e fisici a prescindere dal genere.

La professione, l’impresa e il lavoro non sono e non devono essere una questione di genere. Ma in questo particolare momento storico-politico, è tempo di sostenere il talento delle donne e dei giovani con una visione complessiva di rilancio economico e sociale. Il futuro dell’Italia e è strettamente correlato all’adozione di politiche strutturali, sistemiche e coordinate volte a sostenere la professione e l’impresa, favorendo l’occupazione e la ricerca, garantendo a tutti, donne e uomini, i servizi oramai indispensabili per conciliare il lavoro con la cura della famiglia.

Ed in questo futuro i professionisti possono essere la chiave di volta, in quanto in grado di esprimere al meglio – nei vari contesti pubblici, privati e imprenditoriali in cui operano – etica, professionalità, competenza, innovazione, contribuendo come motori alla crescita economica, sociale e sostenibile, promuovendo prevenzione e garantendo la salute di tutti.

Lo sviluppo dell’Italia è responsabilità di tutti.  E lo sviluppo non prevede la discriminazione. Ed ecco quindi tornare ancora l’8 marzo, a ricordarsi la discriminazione e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in ogni parte del mondo. Discriminazione e violenza che suona ancora più forte quando si parla di professioni sanitarie, quali quelle del Chimico e del Fisico, professioni della salute dove la vita viene messa al centro e rappresenta l’obiettivo da tutelare e difendere. Eppure, nonostante le apparenze, le discriminazioni e le violenze sono presenti anche qui.

A distanza di cinque anni, seppur espressamente previsto dalla Legge 11 gennaio 2018 n.3, non è ancora stato avviato l’iter per l’aggiornamento delle competenze della professione di Chimico, e delle competenze e dell’esame di abilitazione alla professione di Fisico. Si è creata così un’evidente e manifesta discriminazione dei professionisti chimici e fisici nell’accesso al mondo del lavoro ed in particolare della libera professione, nonché si è generata confusione tra le varie attività professionali. Ma non basta, ai giovani e alle giovani laureate in scienze fisiche dal 2014 non è concesso di iscriversi all’Albo, semplicemente perché in cinque anni non è stato ancora fatto l’esame di stato o un provvedimento urgente di ampliamento del periodo transitorio. I giovani e le giovani sono il futuro  e non si può predicare la parità di genere e di diritti senza consentire a chi studia di poter scegliere con piena consapevolezza il proprio percorso lavorativo.

Ed anche per questo è l’otto marzo, e si invita anche questo Governo a farsi carico quanto prima delle istanze della nostra professione, perché l’accesso al mondo del lavoro è un diritto di tutti e tutte.

Cultura, scienza, lavoro ed uguaglianza di genere devono essere un paradigma irrinunciabile in una società che permetta lo sviluppo dell’identità di ogni individuo.

Cultura e scienza sono vicine tra loro anche nella parola “effimero” che dura un sol giorno, usato in passato per ricordare quelle febbri di breve durata. Il fiore dell’otto marzo è la mimosa i cui fiori sono per l’appunto gialli, leggeri ed effimeri, ma non sono i fiori che rappresentano le donne, bensì lo è l’arbusto, quella pianta alta, resistente e forte.

Ed è ancora l’otto marzo, e oggi più che mai la Federazione Nazionale ricorda il suo impegno a far sentire le istanze delle professioni, per raggiungere l’obiettivo di permettere a tutti i nostri professionisti Chimici e Fisici di avere parità e dignità nel lavoro con giusto riconoscimento economico, sociale, di ruolo e competenze.

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