Non più soltanto robot confinati all’interno di celle protette o macchine progettate per ripetere una sequenza predefinita di movimenti. La nuova frontiera dell’automazione industriale guarda a sistemi capaci di percepire l’ambiente, interpretare la presenza delle persone e adattarsi alle caratteristiche del compito da svolgere.
Si inserisce in questo scenario Gene.01, il nuovo robot umanoide presentato da Generative Bionics, azienda deep tech italiana attiva nello sviluppo di soluzioni basate sulla Physical AI. Dal primo concept alla realizzazione della piattaforma pienamente operativa sono trascorsi sei mesi.
Gene.01 è stato progettato per lavorare all’interno di ambienti industriali complessi, collaborando con gli operatori e adattandosi a differenti casi applicativi. Il robot combina intelligenza artificiale, biomeccanica, sistemi di controllo e una pelle tattile distribuita capace di rilevare contatto, prossimità, forza e temperatura.
Una pelle per percepire l’ambiente
Uno degli elementi distintivi della piattaforma è proprio il sistema di percezione multimodale. La superficie sensorizzata permette al robot di riconoscere la vicinanza di una persona prima che avvenga il contatto e di modulare successivamente il proprio comportamento sulla base della forza esercitata.
La misurazione della pressione e dell’intensità del gesto può essere utilizzata anche durante la fase di apprendimento. Nel mostrare al robot come eseguire un’attività, l’operatore può infatti trasmettere non soltanto la traiettoria del movimento, ma anche la forza necessaria, per esempio, per afferrare o manipolare un determinato componente.
Si tratta di un’informazione difficilmente ricavabile dalle sole immagini o dalle dimostrazioni video e particolarmente importante nelle lavorazioni nelle quali forma, peso e consistenza degli oggetti possono variare.
Intelligenza e corpo progettati insieme
Alla base dello sviluppo vi è un approccio definito “physics-native”, nel quale hardware, meccanica e intelligenza motoria vengono progettati come parti di un unico sistema.
Generative Bionics utilizza modelli digitali sia del robot sia della persona con cui dovrà interagire, ottimizzando contemporaneamente aspetti quali il movimento, la stabilità, l’ergonomia e la sicurezza della collaborazione.
L’obiettivo non è quindi soltanto massimizzare le prestazioni autonome dell’umanoide, ma sviluppare una macchina capace di inserirsi nei processi produttivi e operare a fianco delle persone.
Insieme al robot è stato pubblicato anche il relativo digital twin open source. Il modello può essere integrato negli ambienti software già utilizzati per la simulazione, la robotica e lo sviluppo di applicazioni di intelligenza artificiale.
Gli sviluppatori possono così simulare Gene.01, verificare virtualmente sequenze e movimenti e iniziare a creare applicazioni industriali prima ancora di disporre fisicamente della macchina.
Una base comune per robot specializzati
Gene.01 non nasce come un prodotto destinato a un’unica mansione, ma come una piattaforma dalla quale sviluppare una famiglia di robot specializzati.
La personalizzazione può interessare tre livelli. Il primo riguarda il modello di Physical AI, che viene adattato al processo; il secondo interessa il design esterno e la configurazione del corpo; il terzo coinvolge le estremità, con mani e piedi sviluppati in funzione dell’attività prevista.
Questo schema consente di mantenere un nucleo tecnologico e produttivo comune, modificando soltanto gli elementi necessari per rispondere alle esigenze del cliente e del settore applicativo. La società indica tra i possibili campi di utilizzo la manifattura, la logistica, le attività di ispezione e sicurezza e il comparto sanitario.
La prima applicazione industriale è già in fase di sviluppo attraverso una collaborazione con Fincantieri. Il progetto punta ad adattare la piattaforma alle operazioni di saldatura all’interno dei cantieri navali, ambienti caratterizzati da spazi complessi e condizioni operative difficili.
Una filiera europea per la robotica umanoide
Parallelamente allo sviluppo del robot, Generative Bionics sta lavorando alla creazione di una filiera tecnologica europea per la Physical AI.
In questa direzione si colloca la partnership con la società tedesca Synapticon, specializzata nei sistemi di attuazione. La collaborazione riguarda lo sviluppo di attuatori integrati su misura e comprende le attività di assemblaggio finale, calibrazione e verifica della sicurezza realizzate in Europa.
L’intento è costruire una piattaforma industriale conforme agli standard normativi europei e basata su una catena di fornitura controllata e affidabile.
“Gene.01 è un robot pensato come una piattaforma scalabile e personalizzabile su tre livelli: quello dell’AI, quello del design e quello delle estremità del robot, ossia mani e piedi”, spiega Daniele Pucci, ceo di Generative Bionics. “Il nostro obiettivo è amplificare le capacità delle persone attraverso robot in grado di percepire, sentire e apprendere dal mondo fisico, adattandosi al lavoro industriale specifico richiesto da ciascun cliente”.
Gene.01 sarà presentato negli Stati Uniti in occasione di AMD Advancing AI 2026, in programma il 22 e 23 luglio. Dietro al progetto opera un gruppo di circa cento persone, quasi la metà delle quali in possesso di un dottorato, con competenze maturate nello sviluppo di piattaforme quali iCub, iRonCub ed ergoCub e nelle attività di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia.
