Le mille vite della plastica all’interno di un circolo virtuoso

1 dicembre 2021

Quanta importanza danno gli italiani alla raccolta differenziata? In che misura la scelta dell’imballaggio condiziona un acquisto? Quali oggetti possono essere prodotti dalla plastica di recupero? Da una recente ricerca promossa da Alpla, azienda globale operante nel settore degli imballaggi in materiale plastico, nella cornice della campagna “La plastica è cambiata, cambia idea sulla plastica”, emerge un dato estremamente positivo: la gran parte degli intervistati ha mostrato una grande attenzione nei confronti della plastica. Basti pensare che nel 2020 in Italia ne sono state riciclate 900 mila tonnellate, quasi tre volte il peso del Duomo di Milano. I primi risultati, dunque, mettono in luce una grande maturità dei consumatori, che danno un’estrema importanza a questo materiale nella vita quotidiana, riconoscendo in tal modo alla plastica caratteristiche di sostenibilità grazie a un ciclo di vita virtuoso che va ben oltre l’usa e getta.

Dal canto suo, anche l’industria sta dimostrando una consapevolezza sempre maggiore rispetto ad una produzione responsabile, che sta progressivamente portando ad adottare modelli cooperativi con i produttori di imballaggi plastici finalizzati ad accorciare la filiera e, quindi, ridurre l’impatto sull’ambiente.

La strada sembra quindi tracciata, anche se dalla survey non mancano di emergere alcuni spunti di riflessione che fanno comprendere come ci sia ancora molto lavoro da fare per radicare la consapevolezza che la plastica non vada demonizzata, bensì valorizzata.
La survey, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana a livello di età (18-54 anni) e gender, ha mostrato come ai consumatori non sembrino chiare alcune questioni, ad esempio in che modo la plastica sia evoluta nel tempo, quali siano le sue potenzialità in termini di riciclo e in che modo le aziende stiano modificando i loro modelli produttivi per rispondere a una crescente richiesta di sostenibilità.

Tra le sfide a cui le aziende sono oggi chiamate vi è quella di incontrare le esigenze dei consumatori, i cui comportamenti di acquisto sono sempre più influenzati dall’ecosostenibilità del packaging. A ciò si sommano gli impegni che i Paesi hanno ratificato con gli accordi di Parigi e che vincolano le aziende a modificare i loro processi in funzione del raggiungimento degli obiettivi globali sul clima. Uno sforzo che, pur richiedendo un serio impegno da parte delle imprese, è ripagato da una serie di vantaggi. Come, ad esempio, quelli che derivano dal modello “in house”, che Alpla ha adottato con i propri clienti fin dagli anni ’80 e che oggi vede la presenza di ben 68 impianti nel mondo, di cui due in Italia, a trarne benefici.

In relazione a quest’ultimo punto, dalla survey emerge come circa un italiano su due dichiari che sarebbero necessarie regole e norme più chiare, mentre il 40% gradirebbe una comunicazione più dettagliata da parte delle fonti ufficiali, a partire dagli stessi produttori. Ciò sottende una richiesta di maggiore chiarezza nelle indicazioni da dare al consumatore, soprattutto nel caso in cui gli imballaggi siano composti da più materiali: plastica, carta, metallo ecc. In questo caso, le istruzioni di frazionamento potrebbero essere obbligatoriamente riportate sulla confezione del prodotto, esattamente come viene fatto per la composizione dei suoi ingredienti o dei suoi componenti.

È proprio su un principio di diffusione della cultura e di un conseguente crescente stimolo all’impegno collettivo verso l’ambiente che è nata la campagna “La plastica è cambiata, cambia idea sulla plastica”, il cui obiettivo è quello di aumentare il grado di conoscenza che i consumatori hanno dei materiali plastici e, al contempo, dei molteplici sforzi e della continua ricerca che le aziende produttrici di imballaggi stanno mettendo in campo, con l’introduzione di materiali innovativi a basso impatto ambientale, politiche improntate alla circolarità, tecnologie produttive sempre più green e manufacturing practices di sostenibilità.

Per maggiori informazioni consultare il sito:  https://laplasticaecambiata.it/

 

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