OMC, dal 27 al 29 marzo torna a Ravenna l’appuntamento per gli operatori dell’Oil & Gas

25 febbraio 2019

La XIV edizione di OMC, in programma dal 27 al 29 marzo 2019 a Ravenna verterà sul tema ‘Expanding the Mediterranean Energy Sector: Fuelling Regional Growth’.

OMC, ormai il consolidato appuntamento per gli operatori dell’Oil & Gas nel Mediterraneo è lieta di dare il benvenuto ai delegati e aziende provenienti dai paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo (Grecia, Turchia, Libano, Malta, Egitto, Tunisia, Algeria, Francia, Spagna) ma anche alle aziende dell’Europa continentale, e ai partecipanti da USA, Medio Oriente e Oriente, ponendo la massima attenzione all’importanza della collaborazione e dell’innovazione nel settore dell’Energia trai i paesi e le aziende di settore.

L’attesa per l’evento che coinvolge le autorità internazionali del settore energetico, le principali oil & gas companies, studiosi e ricercatori è testimoniata dalle prenotazioni di spazi espositivi che hanno già occupato 30 mila mq disponibili nei 7 padiglioni previsti. Un risultato che prende slancio dall’edizione 2017 di OMC che ha fatto registrare numeri da record: 20.603 partecipanti provenienti da 33 Paese, 634 exhibiting companies, 1221 delegati, 210 papers.

OMC2019

Le attività di ricerca di gas sono in ripresa

Recentemente sono stati siglati accordi in Libia tra BP ed Eni per dare il via all’attività di due blocchi a terra e uno a mare. L’Egitto ha messo a punto una gara per ulteriori blocchi sia a terra che a mare, la Grecia e il Libano stanno avviando l’assegnazione di nuove attività. Poi c’è il gasdotto sottomarino che Cipro e l’Egitto intendono realizzare e che collegherà il campo Aphrodite (con riserve per 130 miliardi di mc) al terminale egiziano di liquefazione di Idku.

Il Mediterraneo rappresenta un ponte tra territori di produzione (l’area africana) e l’Europa che è un grande consumatore. Da una parte abbiamo i Paesi produttori ai quali va offerta la possibilità di un progressivo sviluppo sostenibile e di un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione utilizzando le ingenti scoperte di gas ma anche la componente di energia da fonti rinnovabili di cui sono ricchi. Dall’altra c’è l’Europa, grande consumatrice di energia e impegnata nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico.

Tra di loro, a fare da ‘ponte’, il Mediterraneo e i suoi giacimenti di gas, l’energia di transizione verso le rinnovabili. E quindi si torna alla parola ‘sostenibilità’ declinata però nella concretezza di utilizzare l’energia prodotta per aiutare i paesi produttori africani ad abbandonare standard di vita bassi, quando non bassissimi. Per il mondo dell’oil&gas questa è una sfida decisiva.

Recentemente si sono riaperte le polemiche sulle cosiddette ‘trivelle’, un termine che ci riporta indietro di decenni rispetto alle attuali modalità di ricerca e produzione. Trivellare evoca aggressione al territorio, inquinamento, paura. Ma oggi non è così. Chiederei di affrontare il tema con stretto rigore scientifico. Invece spesso prevale la demagogia e la demonizzazione. La tecnologia nel settore dell’oil&gas è sempre stata tra le più avanzate dei vari settori economici. La sua costante crescita è sempre più sostenibile, anzi, sostenibilità è la parola d’ordine.
Dopodiché c’è l’uguaglianza “import di gas=aumento dei costi per famiglie e imprese e minori entrate fiscali per lo Stato”. Infine, la beffa. Il gas che non estrae l’Italia dall’Adriatico andrà ad arricchire i Paesi frontalieri già pronti ad attingere gas da questi giacimenti a mare e a rivendercelo.

Occorre capire che avere riserve di gas disponibile è la garanzia della transizione verso le rinnovabili. Abbiamo esempi concreti di svolta green. Cito l’Italia, che non è un Paese che trivella senza scrupoli, ma è un Paese avanzato anche in chiave green. Penso al progetto di riconversione a Green Refinery che Eni sta portando avanti in Sicilia. Il nuovo impianto produrrà green diesel, green nafta e green GPL da oli vegetali usati, grassi animali e sottoprodotti della lavorazione dell’olio di palma. Un esempio di economia circolare su scala industriale.
Sempre Eni investirà nel quadriennio che ci porterà al 2021 circa 1,2 miliardi di euro in progetti economicamente sostenibili e una potenza elettrica installata da fonti rinnovabili di circa 1 GW al 2021 (investimento raddoppiato rispetto al precedente piano 2017-2020). Questa potenza è destinata a raggiungere i 5 GW nel 2025.

OMC2019: ‘Expanding the Mediterranean Energy Sector: Fuelling Regional Growth’

L’appuntamento per confrontarsi su questi temi è a OMC2019 dal 27 al 29 marzo. Gli ospiti internazionali che avremo nella giornata di apertura confermano il livello internazionale dell’evento. Tarek El Molla (ministro del Petrolio dell’Egitto), George Stathakis (ministro dell’Energia della Grecia), Ignasius Jonan (ministro dell’energia Indonesiano), Pratima Rangarajan (AD OGCI Climate Investments) e Simon Flowers (CEO Wood Mackenzie). Queste prime adesioni confermano il forte interesse del mondo energetico internazionale per l’appuntamento con OMC2019”.

Enzo Titone- Chairman OMC2019

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