PVC in Italia: risultati 2019 e potenziali opportunità post Covid

26 giugno 2020

L’insorgere dell’emergenza Coronavirus in Italia e nel mondo ha drasticamente stravolto le prospettive dell’intero comparto

In Italia, nonostante la ‘Fabbricazione di articoli in materie plastiche’ sia stata inserita nell’elenco delle filiere essenziali, numerosi operatori sono stati chiusi per decreto nel corso degli ultimi mesi. E anche le filiere delle materie plastiche non connesse alle richieste effettive del mercato finale hanno risentito di gravi difficoltà, con cali superiori al -10% in media, e punte negative su beni durevoli e semi-durevoli. Le ultime stime parlano ad esempio di cali degli investimenti in edilizia di oltre il 10% e di oltre il 20% nella produzione del settore auto.

Per il comparto del PVC, i dati della tradizionale indagine sul consumo di PVC in Italia nel 2019, realizzata da Plastic Consult per conto di PVC Forum Italia, evidenziano in primo luogo la sostanziale equivalenza dei consumi tra volumi di PVC rigido e PVC plastificato, per un totale di 635.000 tonnellate di PVC trasformate in Italia, valore leggermente inferiore all’anno precedente. Per quanto riguarda i settori applicativi, l’edilizia rimane sostanzialmente stabile (con una costante crescita dei profili finestra), mentre è positivo l’andamento del settore mobili/arredamento.

Sempre sulla base dei dati presentati da Plastic Consult, le previsioni 2020 risentono purtroppo degli effetti dell’emergenza Coronavirus che ha duramente colpito anche il mercato del PVC e fanno presagire condizioni incerte e difficili anche per i prossimi mesi.

Ad oggi, a livello di PVC rigido si registrano difficoltà trasversali su tutte le principali applicazioni. Solo il compound ha evidenziato un andamento meno negativo, quanto meno nel primo trimestre. Anche a di livello di PVC plastificato vi sono state performance negative nel primo trimestre, ma con applicazioni medicali (da resina e compound) e imballaggi alimentari in decisa controtendenza.

 

 

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