Home PLASTICA Il Tribunale di Milano ha sottoposto ad amministrazione giudiziaria il consorzio Corepla

Il Tribunale di Milano ha sottoposto ad amministrazione giudiziaria il consorzio Corepla

L'intervento è avvenuto nell'ambito dell'inchiesta nei confronti di Synextra spa, accusata di aver gestito illegalmente almeno 240.000 tonnellate di rifiuti plastici, ricavandone un profitto di oltre 58 milioni di euro.

di redazione2
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Un’inchiesta della procura di Milano ha fatto luce su un sistema di gestione illecita dei rifiuti in plastica.

La sezione Misure di prevenzione del Tribunale ha disposto l’«amministrazione giudiziaria» del non indagato Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, riciclo e recupero degli imballaggi in plastica) per aver conosciuto ma «sostanzialmente ignorato», non prevenuto con l’omissione di adeguati modelli organizzativi, e così «colposamente agevolato», l’illecita gestione dei rifiuti (articolo 452 quaterdecies) praticata secondo i carabinieri dalla società Synextra spa (soprattutto nel Centro di selezione e stoccaggio di Corsico).

Come spiega un articolo pubblicato dal Corriere della Sera, Synextra spa, società che gestisce impianti di selezione e stoccaggio dei rifiuti, è stata accusata di aver gestito in maniera illecita circa 240.000 tonnellate di rifiuti plastici tra il 2023 e il 2024, ricavandone un profitto di almeno 58,3 milioni di euro, divisi tra i ricavi diretti della gestione illecita e tra il risparmio sui costi di smaltimento corretto dei rifiuti.

Mercoledì 16 settembre, la sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha disposto l’amministrazione giudiziaria, ovvero l’affiancamento di un amministratore nominato dal Tribunale, del non indagato Corepla, il consorzio nazionale che si occupa del riciclo della plastica in Italia. Il motivo di questa scelta è legato al fatto che, secondo la Procura, i dirigenti del consorzio erano a conoscenza delle attività illecite di Synextra, ma sono state ignorate, agevolando così la gestione illecita dei rifiuti da parte di Synextra.

Synextra spa, nello specifico, è accusata di aver mescolato i rifiuti di plastica della raccolta differenziata urbana, provenienti da Corepla, con rifiuti industriali o speciali, oltre alla realizzazione di etichette falsificate e alla manipolazione delle analisi di laboratorio attraverso la preparazione di specifiche balle di rifiuti “buone” in modo da superare i controlli.

Per gli inquirenti, l’obiettivo di Synextra sarebbe stato quello di far salire l’indice di performance dell’azienda, una sorta di classifica dei centri di raccolta, in modo da ricevere da Corepla sempre più rifiuti da smaltire, ottenendo così maggiori profitti senza preoccuparsi della reale capacità produttiva dei propri impianti.

Secondo la procura, gli amministratori di Corepla era ben consapevoli della gestione dei rifiuti abusiva di Synextra, ma il problema è stato minimizzato e trattato come una questione burocratica o contrattuale, senza effettuare controlli severi. Nelle intercettazioni, alcuni responsabili di Corepla hanno ammesso di non capire ciò che succedeva negli impianti di Synextra («comunque stanno facendo un casino in Synextra, io non ci sto capendo niente, nessuno ci capisce niente, fanno quello che vogliono»),  e di non voler indagare ulteriormente per non “andare nei casini”. L’amministrazione giudiziaria del consorzio serve ad assistere Corepla a ripulire i contatti opachi con Synextra.

Corepla ha commentato il provvedimento del Tribunale di Milano con un nota: “COREPLA, pur ritenendo di aver svolto i propri compiti con il massimo rigore e nel pieno rispetto delle norme del settore, mettendo a disposizione competenze, professionalità e risorse per garantire l’efficienza e la trasparenza della filiera, assicura piena collaborazione alle Autorità e garantisce, al contempo, la regolare e continua operatività, nonostante la gestione della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica stia notoriamente attraversando una congiuntura particolarmente complessa. L’obiettivo primario resta quello di proseguire il lavoro quotidiano, nel pieno e continuo rispetto delle norme, a servizio della collettività e dell’economia circolare.”

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