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Tombini ‘smart’: la geniale giovane idea premiata da A2A

di Cecilia
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Il “Senseable City Hackathon – Make Sense to Sensors”, l’hackathon di A2A nato nell’ambito del progetto Smart City, è stato vinto da un tombino intelligente per la raccolta di acque pluviali

Ci sono i tombini ‘classic’ e tombini ‘smart’. Questi ultimi vincitori del premio “Senseable City Hackathon – Make Sense to Sensors”, un progetto che A2A Smart City, società del Gruppo A2A, ha rivolto a giovani del Campus Party dalla mente e genialità innovative. Ovvero in grado di progettare e pensare a città più agili, fruibili, ecologiche: insomma migliori e più vivibili.

Il tombino ‘intelligente’ risponderebbe a questo scopo; infatti è in grado di monitorare il livello e la criticità delle acque che scorrono nei sistemi fognari, rilevandone la variazione all’interno degli stessi tombini cittadini. Di cui è ben nota la criticità, ovvero la facilità a intasarsi esponendo strade e vie di grande traffico al rischio allagamento, con indiscusse implicazioni e disagi. Grazie a dei particolari sensori che diventano un dispositivo per il controllo dei punti di raccolta delle acque pluviali, il tombino ‘smart’ segnala eventuali problematiche, quali un allagamento o una ostruzione, consentendo di mettere in atto misure preventive prima che il danno diventi un fatto concreto.

Un tombino a servizio della collettività urbana, tanto del cittadino quanto della viabilità, capace di garantire una migliore sicurezza stradale, evitando in primo luogo traffico e imbottigliamento dovuti ad acque in superficie. Ma non solo: il tombino smart consente anche di ottimizzare i servizi di pronto intervento, fornendo indicazioni puntuali sulla necessità di operazione di manutenzione, grazie alla possibilità di creare una mappa fognaria della città con le aree più a rischio o maggiormente bisognosi di lavori di ripristino.

I giovani inventori, oltre a un premio di 5.000 euro, hanno vinto la frequenza anche a due stage di formazione in A2ASmartcity. «Il “Senseable City Hackathon – Make Sense to Sensors”», hanno dichiarato i responsabili del concorso, «è stato concepito per ‘progettare’ città presenti e futuribili che si pongono dinamicamente in rapporto con i suoi abitanti anche attraverso l’utilizzo di sensori che “percepiscono” la nuova digital city. Con un chiaro obiettivo: trovare soluzioni intelligenti’, agibili e fruibili, che uniscano l’Internet of Things con i bisogni dei cittadini alla ricerca di una vita di qualità e servizi 4.0».

 

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