Home CHIMICA Francesca Paffoni è la Presidente designata di AVR

Francesca Paffoni è la Presidente designata di AVR

Il settore delle valvole e dei rubinetti fa i conti con la ridefinizione degli export globali e con l'impatto delle nuove regole europee sulla qualità dell'acqua

di redazione2
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Il comparto delle valvole e dei rubinetti italiani, settore da quasi 10 miliardi di euro di fatturato e con un export che pesa per oltre il 60% dei ricavi, si trova ad affrontare due sfide importanti: uno scenario geopolitico che rende l’export più complesso e le nuove regole europee che ridefiniscono il settore. È su queste sfide che si concentrerà l’intervento di  Francesca Paffoni, Amministratore Delegato dell’azienda di famiglia Rubinetteria Paffoni Spa, Vicepresidente di Confindustria Novara Vercelli Valsesia con delega a Mercati ed Export, Europa e Geopolitica Internazionale e Presidente designata di AVR – Associazione italiana costruttori valvole e rubinetteria (federata ad Anima Confindustria), durante la prima tappa degli ANIMA Export Days 2026. La nomina di Paffoni a Presidente di AVR sarà formalizzata in occasione dell’assemblea generale del 12 novembre 2026. Nel frattempo, si delineano già i primi elementi del suo programma di presidenza AVR 2026-2028.

Geopolitica e diversificazione: il messaggio alle imprese

Parlare di internazionalizzazione significa necessariamente parlare di geopolitica. Le tensioni internazionali, l’instabilità dei costi energetici e logistici e una progressiva ridefinizione delle catene globali di fornitura hanno modificato lo scenario in cui erano abituate a lavorare. Secondo Francesca Paffoni: «Il commercio internazionale sta cambiando: evolvono la geografia degli scambi, la velocità e gli equilibri tra i diversi mercati. In questo scenario, diversificare diventa sempre più importante. Non significa abbandonare i mercati in cui siamo già presenti, ma evitare di dipendere eccessivamente da un singolo Paese o da una sola area geografica, distribuendo il rischio e mantenendo la capacità di cogliere nuove opportunità là dove la domanda cresce».

Sul fronte dei mercati, gli Stati Uniti, tra i principali mercati di sbocco, restano un fattore di incertezza a causa dei dazi, mentre si guarda con attenzione a nuove aree di sviluppo come Mercosur e Canada. In questo quadro gli Export Days hanno un valore molto concreto: le imprese non affrontano l’export in modo teorico, ma vengono messe direttamente in contatto, in occasioni di confronto da cui possono nascere nuove relazioni commerciali, nuovi mercati e nuove opportunità.

La direttiva europea sull’acqua potabile: da vincolo a vantaggio competitivo

Per chi produce rubinetteria e componenti a contatto con l’acqua potabile, la direttiva comporta nuove prescrizioni e requisiti e una crescente attenzione a materiali, sicurezza e conformità dei prodotti. È un tema tecnico ma allo stesso tempo profondamente industriale e strategico, che impegna le aziende a ripensare materiali, processi, certificazioni e, in alcuni casi, prodotti.

«È proprio qui che si gioca la partita: la vera sfida sarà quindi trasformare queste nuove regole da costo e vincolo a fattore competitivo. Se l’industria italiana saprà anticipare questi cambiamenti, investendo nella qualità dei materiali, nella sicurezza, nell’innovazione e nella sostenibilità dei propri prodotti, potrà trasformare una sfida normativa in un vantaggio sui mercati internazionali».

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