Home CHIMICA Con HPC7 Eni supera la soglia dell’Exascale

Con HPC7 Eni supera la soglia dell’Exascale

Il nuovo supercomputer installato nel Green Data Center di Ferrera Erbognone raggiunge 571 PFlop/s di potenza sostenuta e oltre 861 PFlop/s di picco. Insieme a HPC6 porta Eni al primo posto tra le aziende mondiali per capacità di calcolo.

di redazione2
0 commento

Eni rafforza la propria infrastruttura digitale con l’avvio di HPC7, il nuovo supercomputer installato nel Green Data Center di Ferrera Erbognone, in provincia di Pavia. Il sistema ha raggiunto una capacità di calcolo sostenuta superiore a 571 PFlop/s e una potenza di picco di oltre 861 PFlop/s, collocandosi al sesto posto nella classifica mondiale TOP500 e al secondo in Europa. Secondo Eni, si tratta inoltre del più potente High Performance Computer al mondo destinato a impieghi industriali.
HPC7 supera così HPC6, avviato nel novembre 2024 e posizionato all’ottavo posto della stessa graduatoria. La combinazione dei due sistemi consente all’azienda di oltrepassare la soglia dell’Exascale, con 1.048 PFlop/s di potenza sostenuta e 1.467 PFlop/s di picco. Nel complesso, l’infrastruttura può quindi eseguire più di un miliardo di miliardi di operazioni matematiche al secondo.
“La transizione verso un’energia da fonti tradizionali e rinnovabili sempre più sicura, accessibile e pulita non può prescindere da una profonda evoluzione tecnologica”, ha dichiarato Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni. “L’adozione del supercalcolo e delle tecnologie predittive all’interno di ogni attività è fondamentale per sviluppare nuove soluzioni energetiche, abbattere le emissioni e massimizzare l’efficienza nella ricerca e nella produzione”.

Un’architettura ibrida con quasi 14mila GPU
Ma vediamo più nello specifico le caratteristiche del nuovo  supercomputer di Eni. HPC7 utilizza tecnologia HPE Cray EX4000 e il sistema di archiviazione HPE Cray ClusterStor E2000 su architettura AMD. La configurazione ibrida combina CPU e GPU attraverso 3.480 nodi di calcolo e 13.920 unità AMD Instinct MI300A.
Ogni nodo integra quattro Accelerated Processing Unit, ciascuna composta da 24 core CPU AMD EPYC Zen 4 e 228 compute unit GPU CDNA3. La dotazione complessiva per nodo raggiunge così 96 core CPU, 912 compute unit e 512 GB di memoria HBM3.
Il collegamento tra i nodi è affidato alla rete HPE Slingshot, capace di trasferire dati fino a 200 Gbps. Questa architettura è stata sviluppata per gestire grandi volumi di informazioni e simulazioni particolarmente complesse, mantenendo allo stesso tempo elevati livelli di efficienza energetica.

Raffreddamento a liquido ed efficienza energetica
Il sistema utilizza una tecnologia di raffreddamento diretto a liquido in grado di smaltire il 96 per cento del calore prodotto. L’assorbimento elettrico massimo, comprensivo dei sistemi di raffreddamento e supporto, è pari a 9,4 MW.
Con un’efficienza di 65,426 GFlop per watt, HPC7 si è collocato all’undicesimo posto della Green500, la graduatoria dedicata all’efficienza energetica dei supercomputer, risultando primo tra le macchine della stessa categoria.
HPC6 e HPC7 sono ospitati in un’area dedicata del Green Data Center di Eni, progettato per coniugare continuità operativa, contenimento dei consumi e riduzione delle emissioni.

Applicazioni per energia, materiali e processi industriali
La maggiore capacità computazionale sarà utilizzata lungo diverse aree di attività del gruppo. Tra le applicazioni indicate figurano lo studio del sottosuolo, l’ottimizzazione degli impianti industriali e il miglioramento delle simulazioni geologiche e fluidodinamiche per i progetti di cattura e stoccaggio della CO₂.
Il supercalcolo contribuirà inoltre allo sviluppo di tecnologie energetiche avanzate, all’efficientamento delle filiere dei biocarburanti e alla simulazione del comportamento del plasma nei processi di fusione a confinamento magnetico. L’infrastruttura sarà impiegata anche per sviluppare applicazioni interne di intelligenza artificiale destinate ai diversi business di Eni.
La capacità di eseguire modelli complessi in tempi più brevi può supportare anche la ricerca su nuovi materiali, batterie e processi industriali, accelerando il passaggio dalla fase sperimentale all’applicazione su scala produttiva.

eni.com

You may also like

Questo si chiuderà in 0 secondi