Ridurre l’impatto delle proprie attività e, allo stesso tempo, mettere gas industriali, tecnologie di processo e competenze ingegneristiche al servizio della transizione energetica dei clienti. È lungo queste due direttrici che si sviluppa la strategia di sostenibilità di Linde, illustrata nel Sustainable Development Report 2025.
Nel corso dell’anno il Gruppo ha ridotto del 10% le emissioni assolute di gas serra rispetto alla base di riferimento del 2021, portandole a 35,8 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente. Parallelamente, la quota di elettricità proveniente da fonti rinnovabili o a basse emissioni ha raggiunto il 50% dei consumi complessivi, pari a 21,4 TWh.
“Per Linde la sostenibilità è parte integrante del modo in cui investiamo, operiamo e supportiamo clienti e comunità”, ha dichiarato Erin Catapano, vicepresidente Sustainability del gruppo. “Nel 2025 abbiamo compiuto ulteriori progressi verso l’obiettivo di riduzione delle emissioni al 2035, aumentando l’impiego di energia a basse emissioni e aiutando i clienti a contenere la propria impronta ambientale”.
Il contributo alle filiere industriali
Uno dei dati centrali del rapporto riguarda l’effetto delle soluzioni Linde sui processi produttivi dei clienti. Secondo le stime dell’azienda, nel 2025 alcune delle principali applicazioni hanno contribuito a evitare circa 98 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, un volume pari a circa 2,7 volte le emissioni Scope 1 e Scope 2 generate dalle attività del gruppo.
La quota maggiore, pari a 66,1 milioni di tonnellate, è associata all’impiego dell’idrogeno nella produzione di carburanti a bassissimo contenuto di zolfo. Altri 17,7 milioni di tonnellate sono legati ai rivestimenti a barriera termica utilizzati per migliorare l’efficienza di turbine industriali e motori aeronautici, mentre 12,3 milioni derivano dall’utilizzo dell’ossigeno nella produzione siderurgica. Ulteriori benefici sono attribuiti all’impiego di argon e kripton nella saldatura e nell’isolamento delle finestre.
Il dato riflette il ruolo dei gas tecnici in diversi comparti ad alta intensità energetica, tra cui chimica, acciaio, cemento, vetro ed energia, nei quali l’efficienza dei processi e la riduzione delle emissioni richiedono soluzioni tecnologiche specifiche.
Idrogeno, cattura della CO₂ ed elettrificazione
Nel 2025 Linde ha destinato il 43% del proprio budget di ricerca e sviluppo a iniziative per la decarbonizzazione. Gli investimenti hanno riguardato l’efficienza degli impianti, l’ottimizzazione energetica e logistica, le tecnologie per la separazione dei gas, i rivestimenti termici e lo sviluppo di processi a minore intensità carbonica.
Tra i progetti citati nel rapporto figura l’elettrolizzatore a membrana a scambio protonico da 35 MW avviato presso il sito di Niagara Falls, nello Stato di New York. Alimentato con energia idroelettrica, il sistema produce idrogeno rinnovabile destinato a diverse applicazioni industriali.
In Louisiana il Gruppo ha inoltre annunciato un investimento da 400 milioni di dollari per sostenere il progetto Blue Point, dedicato alla produzione di ammoniaca a basse emissioni. Nel complesso, Linde sta realizzando progetti per oltre 7 miliardi di dollari, circa due terzi dei quali collegati a investimenti dei clienti nell’energia pulita e nella decarbonizzazione.
Un altro fronte riguarda la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio dell’anidride carbonica. Presso il cementificio Heidelberg Materials di Lengfurt, in Germania, è stato completato un impianto su scala industriale destinato a recuperare, purificare e liquefare circa 70mila tonnellate di CO₂ all’anno, che potranno essere riutilizzate come materia prima in altre applicazioni.
Sempre in Germania prosegue la collaborazione con Cemex per il progetto di cattura della CO₂ nello stabilimento di Rüdersdorf, con una capacità prevista di 1,3 milioni di tonnellate annue e l’impiego della tecnologia Hisorp sviluppata da Linde.
Nuove soluzioni per acciaio e vetro
Le tecnologie del Gruppo trovano applicazione anche nella trasformazione dei processi siderurgici. A Linz, in Austria, Linde ha installato per Primetals Technologies il sistema Starbridge, un riscaldatore elettrico diretto per gas di processo destinato alla produzione di ferro ridotto con idrogeno.
La tecnologia consente di raggiungere temperature superiori agli 800 °C e rappresenta la prima applicazione di questo tipo nell’industria dell’acciaio. L’obiettivo è favorire lo sviluppo di processi siderurgici nei quali l’idrogeno possa sostituire progressivamente le fonti fossili tradizionali.
Nel settore del vetro, presso lo stabilimento O-I di Holzminden, Linde ha invece combinato la tecnologia Optimelt per il recupero termochimico con un impianto Centrifugal Vitron per la produzione di ossigeno. La soluzione è stata progettata per ridurre i consumi di combustibile e le emissioni dirette del forno, migliorando l’efficienza della combustione.
Acqua, rifiuti e produttività delle risorse
Il rapporto dedica spazio anche all’impiego delle risorse naturali. Nel 2025 le iniziative di produttività sviluppate all’interno del Gruppo hanno consentito di evitare il prelievo di oltre un miliardo di galloni d’acqua, equivalenti a circa 3,8 miliardi di litri.
Sul fronte dei rifiuti, più di 200 milioni di libbre, circa 91mila tonnellate, sono state sottratte alla discarica. Il programma interno “Zero Waste” ha coinvolto 428 siti, mentre ulteriori interventi di prevenzione hanno evitato la produzione di oltre 5.500 tonnellate di rifiuti.
Le applicazioni Linde contribuiscono inoltre ai processi di trattamento e desalinizzazione delle acque. Secondo il rapporto, nel 2025 i gas forniti dal Gruppo hanno supportato sistemi in grado di assicurare accesso ad acqua potabile sicura a circa 249 milioni di persone.
Un portafoglio sempre più legato alla sostenibilità
Nel 2025 il cosiddetto “Sustainability Portfolio” di Linde ha generato ricavi per 16,6 miliardi di dollari, pari al 49% del fatturato complessivo del Gruppo.
Il portafoglio comprende applicazioni con benefici ambientali e sociali: dall’ossigeno utilizzato nelle acciaierie e nel trattamento delle acque all’idrogeno per i processi chimici, fino ai gas medicali, all’elio per le apparecchiature di risonanza magnetica e ai sistemi di refrigerazione e conservazione degli alimenti.
Il percorso climatico di Linde prevede una riduzione del 35% delle emissioni assolute Scope 1 e Scope 2 entro il 2035, rispetto al 2021, e il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Il risultato registrato nel 2025 rappresenta una nuova tappa di una strategia che lega l’efficienza delle attività interne allo sviluppo di soluzioni per la transizione dei principali comparti industriali.
linde.it
