ERLAB: da oltre 45 anni specialisti nella filtrazione dell’aria

30 maggio 2016

L’azienda francese ERLAB ha solide radici nel passato ma guarda al futuro proponendo sempre prodotti solidi e innovativi

L’azienda ERLAB è stata fondata nel 1968 da François Pierre Hauville, inventore della prima cappa a filtrazione da laboratorio della gamma Captair. Da quel momento Erlab tramite l’installazione di 140.000 cappe e il deposito di 20 brevetti ha guadagnato una posizione di rilievo nel settore. L‘azienda ha la sua sede principale a Val de Reuil, in alta Normandia dove dal 1995 in un unico posto il settore marketing, il sito produttivo europeo, il laboratorio R&D; in questo sito lavorano circa 70 persone.
Erlab ha sempre guardato oltre il proprio orizzonte, aprendo negli anni ‘80 una prima filiale negli Stati Uniti e una in Malesia: attualmente l’azienda conta di altri 2 siti produttivi e di vendita, uno a Rowley, nel Massachussets, USA e uno a Kunshan, in Cina, vicino a Shanghai, la rete di distribuzione è presente in tutto il mondo, in oltre 40 paesi, tramite aziende che si occupano oltre che della vendita anche della manutenzione con il know how fornito da Erlab, fino a raggiungere nel mondo circa 160 dipendenti.
“L’azienda si è concentrata subito sull’export e il continuo sviluppo la portata nel 2000 in Asia, non per fare come molti altri, produrre in Cina per ridurre i prezzi su altri mercati: siamo andati lì per conquistare il mercato cinese, producendo con la stessa qualità con cui lavoriamo in Europa” ha spiegato Giovanni Cuffaro, responsabile Marketing Europeo “l’atteggiamento di Erlab è quello del pioniere: partendo da un prodotto non conosciuto, nel quale come per tutte le novità non c’è subito mercato, si crea poi una cultura su quel prodotto che permetta di aprire un nuovo mercato. È un modello che è stato applicato da noi in tutto il mondo”. Dopo la scomparsa del fondatore il gruppo resta a conduzione familiare, infatti ora a capo dell’azienda ci sono i figli Stephan e Antoine Hauville.

Giovanni Cuffaro, responsabile Marketing Europeo di Erlab

Giovanni Cuffaro, responsabile Marketing Europeo di Erlab

L’idea da cui si è sviluppato il modello è semplice: trovare un sistema di protezione in totale sicurezza per chi lavora con prodotti chimici partendo dal principio della maschera a gas, semplice da utilizzare e con un minor consumo di energia rispetto alle cappe tradizionali, un sistema facilmente messo in opera ed esportabile in tutto il mondo.
Partendo da questo principio nel corso degli anni sono stati sviluppati vari prodotti, come armadi a filtrazione, cappe per pesate, moduli di filtrazione per il ricircolo dell’aria in laboratorio e cappe per PCR. Le tecnologie si sono evolute nel corso del tempo permettendo ad Erlab di essere sempre un passo avanti rispetto ai concorrenti, come dimostrato dalle nuove gamme di prodotti CAPTAIR SMART, HALO E HALO SENSE presentate a giugno del 2015 ad Achema a Francoforte e proposte a Chem-Med Rich-Mac a Milano.
“I prodotti Erlab vengono sviluppati nel laboratorio R&D situato nel quartier generale francese, esso stesso garantito da sistemi di protezione; in questo laboratorio vengono messe a punto le nuove tecnologie, nuove in quanto uno dei principali motori di Erlab è l’innovazione” ha confermato Cuffaro “che ci ha sempre contraddistinto, fin dall’inizio, sappiamo che è la chiave del successo anche in tempo di crisi; la ricerca è per noi un miglioramento continuo della performance, ideare nuovi sistemi di filtrazione in grado di assorbire sempre più prodotti, inventare nuove tecnologie per allargare il campo di impiego del filtro a carbone, trovare altri mezzi tecnologici oltre alla filtrazione che garantiscano all’utente la massima sicurezza”.

Nelle ultime serie realizzate si è puntato su due aspetti: l’efficienza dei sensori utilizzati e la capacità di comunicare da parte del prodotto. Il risultato di questa ricerca è la tecnologia di interfaccia SMART che viene applicata a tutti i nuovi prodotti Erlab, che permette una comunicazione facile ed efficiente tra strumento e operatore. Il funzionamento della nuova interfaccia è molto semplice: tramite un utilizzo “guidato” da parte di segnali luminosi l’operatore può concentrarsi su quello che succede sul piano di lavoro, questi segnali, grazie all’utilizzo dei nuovi sensori che permettono di monitorare vari parametri quali la velocità dell’aria in facciata, il tempo di funzionamento dell’apparecchio, parametri di ventilazione in generale; in aggiunta a questi parametri viene anche monitorato, tramite appositi sensori, anche il livello di saturazione dei filtri (per la rilevazione di solventi, acidi o formaldeide). Tutto questo senza aver la preoccupazione di controllare uno schermo complesso, l’operatore deve concentrarsi sul suo lavoro, senza doversi preoccupare di interagire con un’interfaccia complessa, aggiungendo una ulteriore sicurezza, riducendo di molto il controllo della cappa e permettendo di focalizzare l’attenzione sulle operazioni da compiere.

I prodotti possono essere collegati a internet e il monitoraggio, tramite la nuova app eGuard, può essere fatto a distanza da un qualunque cellulare, smartphone, tablet o PC; possono essere considerati tutti i parametri visti poco sopra e dai dati prodotti, per esempio, può essere ricavato un report statistico sull’utilizzo dell’apparecchio. Questa tecnologia è stata applicata per esempio alle cappe chimiche di filtrazione Captair Smart, “c’è solo un pulsante di accensione e la comunicazione con l’utilizzatore avviene tramite la luce” ha spiegato Cuffaro mostrando il funzionamento dello strumento “ci sono aperture che consentono un controllo dei parametri aerobici per poter utilizzare la cappa in modo corretto: quando l’utente apre lo sportello non c’è più la barriera dinamica posta tra il piano di lavoro e l’operatore, quindi viene meno anche la protezione. Un sensore controlla la velocità dell’aria e quando questa è più bassa rispetto ai parametri di sicurezza impostati, parte un allarme acustico e la luce pulsante comunicherà quanto succede all’apparecchio”. Se ci si allontana dalla postazione sarà possibile monitorare l’apparecchio su un dispositivo quale il cellulare grazie all’App eGuard descritta in precedenza. Lo stesso principio regola anche gli Armadi a filtrazione Captair Smart per i quali, in aggiunta alle informazioni che vengono rilevate nella cappa. Qualora la porta restasse aperta i sensori si preoccuperanno di segnalare le variazioni dei parametri ed eventualmente di far scattare l’allarme.

Oltre ad una evoluzione delle tecnologie, negli ultimi anni, si è vista anche una rapida evoluzione nel modello aziendale “ora siamo in grado di fornire prodotti finiti ai nostri clienti tramite produttori di cappe tradizionali che integrano i loro prodotti con le nostre tecnologie” ricorda Cuffaro “le prime collaborazioni in questa direzione sono iniziate nel 2008 e ora abbiamo una ventina di partners nel mondo, tutti major players nei propri mercati di riferimento”. Come BURDINOLA, azienda spagnola fornitrice di soluzioni globali per la realizzazione di laboratori (dalla progettazione alla realizzazione, passando per il design degli arredi) e il gruppo tedesco WALDNER, specializzato in sistemi da laboratorio (cappe, cabine, arredi in generale, controllo e manutenzione). Proprio in collaborazione con quest’ultima Erlab ha presentato ad Achema 2015 una nuova cappa a filtrazione per la serie Si3 di Waldner, frutto del know how combinato delle 2 aziende. Nell’ultimo caso è stata introdotta la tecnologia GreenFumeHood con un sistema di filtrazione dell’aria all’avanguardia, Neutrodine, che ha garantito dal 2008 sia l’efficienza nell’aspirazione che il risparmio energetico: quindi efficienza e facilità di utilizzo vanno di pari passo con il risparmio energetico, questo è un dei grandi vantaggi delle soluzioni Erlab, create attorno alla profonda conoscenza del concetto di filtrazione dal quale sono scaturiti oltre alle cappe numerose gamme di prodotti per ogni esigenza di laboratorio, dalla manipolazione alla risoluzione dei problemi di inquinamento, sia in entrata che in uscita dalla cappa. L’azienda francese si differenzia dai competitors perché, non solo fornisce apparecchiaure, ma fornisce anche un servizio attraverso un’organizzazione che finora poche aziende sono in grado di offrire al mercato. Questo è un grande valore aggiunto in quanto viene fornito un servizio di valutazione pre-vendita, viene fornito lo strumento consono alle richieste e tramite una rete di assistenza post-vendita, anche telefonica e da remoto. Quindi la vendita di una cappa prevede una valutazione di Erlab delle necessità, anche dal punto di vista della sicurezza, e la scelta del modello in base alle effettive richieste; l’invio costante di dati relativi all’utilizzo serve per poter ottimizzare lo stesso.

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A cosa punta Erlab nei prossimi anni? Le idee sono chiare, come ci spiega Cuffaro “la nostra tecnologia oggi serve a sostituire le cappe tradizionali e questo ci permette di allargare le potenzialità del mercato, Sappiamo che in solo in Europa le cappe tradizionali attualmente in circolazione saranno in gran parte da sostituire nel giro di 10-15 anni, quindi miriamo a questo mercato, a integrare la nostra tecnologia più che sulla singola unità di prodotto finito. Anche se abbiamo 40 anni di storia siamo solo agli inizi: le potenzialità sono davvero enormi”. L’obiettivo è doppio: garantire le prestazioni e un risparmio energetico notevole, aspetto da non sottovalutare visto l’alto costo dell’energia in Italia. L’utilizzo della tecnologia di filtrazione permette di limitare il consumo energetico rispetto ad una cappa tradizionale e pur tenendo conto del fatto che i filtri devono essere cambiati ogni 18 mesi circa il bilancio economico è positivo e i risparmi sono elevati, sia in termini di ingegneria che in termini di costo operativo. Come ad esempio nel caso dell’ultima installazione con tecnologia GreenFumeHood realizzata presso l’Università di Framingham (USA) che ha permesso di ridurre l’impianto di ventilazione del 25%, con un risparmio di oltre 300mila dollari sul progetto di costruzione e di oltre 39mila dollari annui sul costo di esercizio. Insomma la conquista del mercato delle cappe a filtrazione è solo all’inizio.

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